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Monumenti



ACQUEDOTTO

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Acquedotto

Unico e magnifico, l’Acquedotto di Segovia è una delle opere più superbe lasciate dai romani sul vasto territorio dell’impero. Fu costruito per trasportare l’acqua della sierra fino a Segovia. Simbolo araldico della città, la leggenda attribuisce la sua edificazione al diavolo.

In realtà le ipotesi sulla sua costruzione rimandano al I secolo, all’epoca dei Flavi o all’epoca di Nerva e Traiano. E tuttavia la difficoltà di una datazione esatta nulla toglie al fatto che rappresenta una delle migliori opere di ingegneria civile in Spagna.

Opera straordinaria, dove l’utilità convive con l’armonia e la bellezza, ha reso servizio alla città fino a tempi recenti. Nel corso dei secoli ha subito ben poche modifiche.

Solo durante l’attacco a Segovia, sferrato nel 1072 dal musulmano Al-Mamún di Toledo, 36 archi risultarono danneggiati, per essere restaurati solo nel XV secolo dal frate Juan de Escobedo, monaco del Parral.

Possiede due nicchie che probabilmente in passato accoglievano raffigurazioni di divinità pagane sostituite, all’epoca dei Re Cattolici, dalle immagini di San Sebastiano e della Madonna. Sotto le nicchie si trovava una legenda in bronzo relativa alla fondazione del ponte, ma oggi resta solo la traccia dell’iscrizione.

ALCUNI DATI:

Il percorso totale, dalle origini nella sierra di Guadarrama, misura 14.965 metri di lunghezza. Le arcate misurano 958 metri. Il punto più alto raggiunge i 28,10 metri. Possiede un totale di 166 archi.

Capolavoro dell’ingegneria idraulica moderna, fu costruito con grandi blocchi di pietra granitica di Guadarrama, tenuti insieme senza l’aggiunta di nessun tipo di malta, sfruttando un ingegnoso sistema di equilibrio delle forze. L’acqua scorre lungo il canale scavato nella parte superiore e attraversa poi la città sottoterra fino a raggiungere l’Alcázar. È stato dichiarato Monumento Nazionale nel 1884 e Patrimonio Mondiale nel 1985.

Plaza del Azoguejo s/n40001 Segovia

 

CATTEDRALE

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Cattedrale

Il nome completo è Cattedrale di Nuestra Señora de la Asunción e di San Frutos.

Fu eretta in stile tardo gotico a partire dal 1525, con la collaborazione disinteressata degli abitanti di Segovia e sotto la direzione degli architetti della famiglia Gil de Hontañon, ma fu consacrata solo nel 1768. Sostituì la vecchia cattedrale situata negli attuali giardini dell’Alcázar e distrutta durante la Guerra delle Comunità nel 1520.

All’esterno, orientata a ovest, si trova la facciata principale, conosciuta come Porta del Perdono, con una scultura della Madonna realizzata da Juan Guas. A fianco si apre l’Enlosado, uno spazio oggi destinato ad attività culturali. La torre, particolarmente vistosa data la grande altezza, è stata abitata fino alla metà del XX secolo dal campanaro e costituisce un belvedere privilegiato sulla città.

A sud si apre la Porta di San Geroteo, primo vescovo di Segovia e, a nord, la porta di San Frutos, costruita in onore del patrono della città agli inizi del XVII secolo.

Presenta pianta a tre navate con transetto sormontato da una cupola disegnata da Pedro de Brizuela nel XVII secolo, abside semicircolare e deambulatorio circondato da cappelle.

La grandiosità e l’armonia delle dimensioni definiscono gli interni, con belle vetrate del XIV secolo, il coro che conserva ancora gli stalli in stile gotico dell’antica cattedrale, gli organi barocchi del XVIII secolo, la cancellata e il retrocoro in stile neoclassico che custodisce l'urna con le reliquie di San Frutos.
Possiede 18 cappelle con importanti dipinti e sculture. Da segnalare, in particolare, il Calvario romanico, situato all’entrata della Cappella del Sacramento, il trittico di Ambrosius Benson e la pala d’altare della Pietà di Juan de Juni nella Cappella della Santa Sepoltura, vicino alla Porta di San Frutos, e il Cristo giacente di Gregorio Fernández.

Il Museo della Cattedrale custodisce notevoli opere artistiche di Pedro Berruguete, Sánchez Coello e Van Orley, mentre l’Archivio conserva più di 500 incunaboli, tra cui il Sinodale di Aguilafuente, primo libro stampato in Spagna.

Plaza Mayor s/n40001 Segovia

Tel. (+34) 921 462 205
Fax. (+34) 921 460 694

ORARIO DI APERTURA E TARIFFE 

 

ALCÁZAR

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Alcázar

Il suo profilo si staglia come una nave fantastica sul punto di confluenza dei fiumi Eresma e Clamores, immerso nello scenario di tonalità ocra e azzurre della pianura e della sierra. È preceduto da giardini molto curati, dove si trova il monumento eretto in onore degli eroi della Guerra d’Indipendenza Daoiz e Velarde, opera dello scultore segoviano Aniceto Marinas. A sinistra la Casa della Chimica, costruita durante l’Illuminismo e centro di ricerca di Louis Proust.

Un profondo fossato con ponte levatoio circonda la fortezza situata in una posizione privilegiata e, verosimilmente, abitata già in epoca celtica. Il castello, edificato sui resti di una preesistente fortificazione romana, fu sottoposto a successive modifiche dall’epoca di Alfonso VI (sec. XI) a quella di Filippo II (sec. XVI). Trasformato in fortezza-residenza reale nel XIII secolo, acquisì la fisionomia gotica ai tempi di Giovanni II ed Enrico IV. Fu prigione di stato nel XVIII secolo e nel 1764 divenne Regio Collegio dell’Artiglieria. Dopo un grave incendio scoppiato nel 1862, che minacciò di distruggerlo definitivamente, fu sottoposto a continui interventi di restauro. Infine nel 1882, durante il regno di Alfonso XII, si avviò un processo di ricostruzione, mai interrotto dall’Ente per l’Alcázar, che ha progressivamente restaurato soffitti a cassettoni, fregi, pale d’altare e muri. Oggi è possibile visitare gran parte del monumento, comprese le sale dedicate alla storia dell’artiglieria. Ospita l’Archivio Generale Militare Spagnolo.

Da segnalare la torre di Alfonso X il Saggio, nell’angolo nord, da dove il monarca studiava il firmamento, e la torre di Giovanni II, alta 80 metri, decorata da bei graffiti e dodici torrette che la sormontano. Il visitatore può accedere alla parte superiore della torre da dove si gode di una bellissima panoramica sulla città e sul Pinarillo (con il cimitero ebraico), sulla chiesa della Vera Cruz, i quartieri di San Marcos e Zamarramala, e la cava da dove fu estratta parte della pietra utilizzata per edificare la cattedrale.

All’interno le stanze si distribuiscono intorno al Patio del Reloj e alla corte d’armi, dove si tengono abitualmente concerti di musica da camera. Sono particolarmente belle le sale di Ajimeces e della Galera, il cui soffitto a cassettoni è stato ricostruito di recente, la sala del Trono, con un vistoso soffitto mudejar, le sale della Chimenea, del Cordón e delle Piñas, e ancora la camera regia, il gabinetto di toeletta della regina e la cappella. Tra tutte segnaliamo la Sala dei Re, con uno straordinario soffitto a cassettoni a esagoni e rombi dorati, e un originale fregio con 52 sculture sedute policrome raffiguranti re e regine delle Asturie, di León e della Castiglia, da Don Pelayo a Giovanna la Pazza.

Plaza de la Reina
Victoria Eugenia s/n
40003 Segovia

Tel. (+34) 921 460 759  - (+34)  921 460 452

Fax. (+34) 921 460 755

www.alcazardesegovia.com
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ORARIO DI APERTURA E TARIFFE 


CASA DELLA MONEDA - Real Ingenio de la Moneda

Segovia Mint

Notevole esempio di architettura industriale. Fu fondata nel 1583 dal re Filippo II. Juan de Herrera disegnò il progetto e ne diresse la costruzione. Prima zecca meccanizzata in Spagna. Disponeva di 14 ruote idrauliche che servivano ad attivare un sofisticato meccanismo per il processo di coniatura.

www.casamonedasegovia.com

 



TORRE DI ARIAS DAVILA

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XV secolo. Palazzo della famiglia Arias Dávila. Torre ricoperta da graffiti con diversi motivi ornamentali. Conserva soffitti a cassettoni originali. Ospita la Delegazione del Ministero di Economia e delle Finanze.

 






 ACCADEMIA DI ARTIGLIERIA – Antico Convento di San Francisco

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Secoli XV-XIX. Eretto sull’antica chiesa di San Benito, conserva il chiostro in stile gotico isabellino. Nel 1862 fu occupato dal Regio Collegio di Artiglieria.

 

 





CIMETERO EBRAICO

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Cimitero della comunità ebraica della città. Si estende su una collina conosciuta come “el Pinarillo” nella valle del Clamores. Tombe antropomorfiche e camere funebri scavate nella roccia.





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